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Click Rate vs Click Through Rate: come utilizzarli efficacemente

Hai difficoltà con le conversioni delle cold email nonostante un buon CTR o CTOR? 📩 In questo articolo analizziamo queste metriche chiave, evidenziamo gli errori comuni e condividiamo strategie comprovate per ottimizzare le performance delle tue email. Scopri come trasformare i clic in un vero coinvolgimento! 🚀

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Team di Mail Merge for Gmail
#metrics#analytics#email marketing
Click Rate vs Click Through Rate: come utilizzarli efficacemente

Hai un CTR discreto ma poche conversioni? Un CTOR alto ma nessun potenziale cliente che ti ricontatta?

Ah, se solo analizzare le performance di una cold email fosse semplice come contare le risposte ricevute! 😅

In questo articolo, analizzeremo questi KPI una volta per tutte, eviteremo le insidie comuni e forniremo le migliori strategie per aumentare le tue performance.

La differenza tra CTR e CTOR

Nel cold emailing, misurare l’impatto delle tue campagne non riguarda solo il tasso di apertura. Ma non preoccuparti, ci arriveremo presto!

Il CTR (Click-Through Rate) misura la percentuale di destinatari che hanno cliccato su un link nella tua email rispetto al numero totale di email inviate. Il CTOR (Click-To-Open Rate) misura la percentuale di destinatari che hanno cliccato su un link nella tua email rispetto al numero totale di aperture uniche.

🔢 CTR = (Clic unici ÷ Totale email inviate) × 100

🔢 CTOR = (Clic unici ÷ Totale aperture uniche) × 100

👉 Concetto chiave: Stiamo parlando di ” clic unici ”, il che significa che se un destinatario clicca su un link più volte, viene conteggiato una sola volta. Un destinatario che clicca 10 volte su un link non dovrebbe gonfiare artificialmente i risultati. La stessa regola si applica alle aperture delle email.

CTR:

  • Fornisce una visione d’insieme per capire se la tua email sta raggiungendo un vasto pubblico.

  • Valuta se l’email è abbastanza coinvolgente.

  • Misura l’efficacia delle campagne volte a generare traffico.

CTOR:

  • Valuta l’efficacia del contenuto indicando se il tuo contenuto converte.

  • È più preciso del CTR nel misurare l’interesse reale del lettore.

  • Misura l’efficacia delle campagne volte a coinvolgere i potenziali clienti prima di un’interazione.

In altre parole, il CTR dipende sia dall’oggetto che dalla qualità del contenuto, mentre il CTOR dipende solo dal contenuto e dalla CTA.

Esempio: Due campagne inviate a 10.000 contatti, ognuna con 100 clic unici.

CampagnaEmail inviateAperture unicheClic uniciCTRCTOR
A10 0002 0001001%5%
B10 0001 0001001%10%

Il CTR è lo stesso (1%), ma il CTOR della Campagna B è due volte superiore a quello della Campagna A. La Campagna A ha avuto più aperture ma il suo contenuto ha convertito meno clic, mentre la Campagna B ha avuto meno aperture ma un contenuto molto più coinvolgente.

Questo significa che un buon CTOR è meglio di un buon CTR? Non necessariamente.

Quale metrica dovresti privilegiare nel cold emailing?

Scegliere il tuo KPI principale per analizzare le performance

Chiediti: “Il mio obiettivo è generare traffico o coinvolgere i miei potenziali clienti?”

Usa il CTR per:

✔️ Portare il massimo numero di visitatori su una landing page (iscrizione, acquisto, download, ecc.).

✔️ Misurare l’impatto complessivo della tua email, dal tasso di apertura ai clic.

✔️ Ottimizzare la tua capacità di catturare l’attenzione.

Esempio: Se invii una cold email con l’obiettivo di portare quanti più potenziali clienti possibile su una pagina di iscrizione, il CTR è la metrica chiave. Tuttavia, senza un alto CTOR, un buon CTR da solo non garantisce che il tuo messaggio sia pertinente.

🚨 Nel cold emailing, il CTR da solo non è sempre sufficiente. Un alto tasso di clic senza un vero coinvolgimento può indicare una scarsa qualificazione dei potenziali clienti o una CTA non allineata.

Usa il CTOR per:

✔️ Misurare la pertinenza del contenuto una volta aperta l’email.

✔️ Condurre una campagna di prospezione B2B volta ad avviare un contatto.

✔️ Migliorare il tuo copywriting, specialmente per le offerte e le call-to-action.

Esempio: Invii un’email di prospezione personalizzata a una lista mirata di decisori. Poiché queste email vengono spesso aperte per curiosità, il CTOR è più pertinente per determinare se il messaggio e la sua CTA sono efficaci.

Idealmente, monitora entrambe le metriche per ottenere una visione completa delle tue performance.

⚠️ Suggerimento per Mail Merge for Gmail: Nel cold emailing, un CTR eccessivamente alto può essere fuorviante. Analizza sempre il CTR in relazione ai tassi di risposta o di conversione. Un buon CTR dovrebbe essere correlato a un reale coinvolgimento.

Casi d’uso

Ecco esempi concreti per aiutarti a fare la scelta giusta:

Tipo di campagnaObiettivo principaleKPI chiavePerché?
Email di prospezione B2B personalizzataCoinvolgimentoCTORL’obiettivo primario è avviare una conversazione, quindi il coinvolgimento con il messaggio è cruciale.
Email di follow-up dopo il primo contattoCoinvolgimentoCTORIl potenziale cliente ha già avuto un primo contatto e l’email dovrebbe confermare il suo interesse.
Email di follow-up con una risorsaTrafficoCTRIl potenziale cliente clicca per accedere a un contenuto che potrebbe portarlo a contattarti.
Email di prospezione con CTA per una demo o un incontroConversioneEntrambiUn buon CTOR mostra che l’email è coinvolgente e un buon CTR prova che la CTA è efficace.

Quali sono i benchmark per un buon CTR e CTOR?

Cos’è un buon tasso di clic?

I tassi di clic variano a seconda del settore, del targeting e del livello di personalizzazione. Ecco alcuni benchmark generali:

MetricaCold Emailing (Prospezione B2B)Email Marketing (Newsletter, Automazione)
CTR medio🔹 1% a 5%🔹 2% a 10%
CTOR medio🔹 10% a 20%🔹 15% a 30%

Perché queste differenze? Nel cold emailing, i destinatari non si aspettano il tuo messaggio. Il CTR è più basso perché l’obiettivo non è solo generare clic, ma avviare una conversazione.

Il CTOR è generalmente un indicatore migliore perché misura il coinvolgimento reale una volta aperta l’email.

Come confrontarsi con il proprio settore?

I benchmark generali sono utili, ma nulla batte un’analisi comparativa nel proprio campo.

Per farlo, usa:

  • Strumenti email specializzati come Woodpecker, Lemlist o Mailshake, che forniscono approfondimenti sui tassi medi per settore.

  • Dati dalle tue campagne per valutare le performance.

  • Studi di mercato e report di settore sull’email marketing B2B (HubSpot, Mailchimp, Smartlead, ecc.).

Ecco una tabella che mostra i CTR medi per settore basati su campagne di cold email condotte con il nostro strumento Mail Merge for Gmail.

SettoreCTR medio
Servizi finanziari7,1 %
Salute e benessere5,2 %
Immobiliare6,0 %
Istruzione5,0 %
Vendita al dettaglio3,9 %
Tecnologia e Software2,7 %
Media e intrattenimento2,1 %
Produzione1,6 %
Servizi professionali1,3 %
Viaggi e turismo0,4 %
Non-Profit0,0 %
Agricoltura e Alimentazione9,1 %
Telecomunicazioni8,8 %
Trasporti e Logistica8,5 %
Energia e Servizi pubblici1,9 %

Il CTR medio in questi settori nel 2024 è del 6,04%.

Il nostro piccolo segreto: campagne ben ottimizzate con

💡 Suggerimento per Mail Merge for Gmail: Non confrontare i CTR delle cold email con i tassi delle newsletter tradizionali, il cold emailing segue schemi di coinvolgimento diversi!

Come ottimizzare CTR e CTOR nel cold emailing?

Ecco i nostri migliori consigli. Alcuni sono più adatti a incrementare il CTR, altri a migliorare il CTOR.

Abbiamo deliberatamente scelto di non categorizzarli. Il tuo obiettivo finale è creare una campagna di cold emailing efficace, giusto? Quindi non pensare al KPI. Concentrati sul fare un ottimo lavoro.

Chiarezza della CTA (Call-to-Action)

Un pulsante così piccolo può portare grandi risultati! Costruiscilo correttamente:

  • Solo una CTA per email

  • Messaggio chiaro e azionabile

  • CTA non vincolante

Esempio:

✅ “Vedi un esempio” (semplice, diretto, nessun impegno)

❌ “Prenota una chiamata” (troppo impegnativo)

Posizionamento e design del pulsante di clic

Chi ha detto che UI e UX sono inutili? Certamente non noi. Ecco i punti chiave:

✔ Una CTA visibile fin dal primo scroll

✔ Usa testo in grassetto, colori a contrasto e layout spaziato

✔ Testo cliccabile invece di pulsanti HTML per evitare i filtri antispam.

Personalizzazione

Rivolgiti direttamente al tuo potenziale cliente. Menzionare il suo nome e copiare un testo generico non basta! Parla del potenziale cliente prima di parlare della tua offerta. Per farlo:

  1. Identifica un punto critico specifico

  2. Menziona un fatto o un bisogno che dia un motivo per aprire l’email

  3. Dimostra di aver fatto ricerche (“Ho visto che state assumendo per la posizione [posizione]. Ecco come abbiamo aiutato [azienda simile] ad accelerare l’onboarding.”)

  4. Segmenta la tua lista email in base agli interessi dei destinatari

Esempio:

❌ “Aiutiamo le aziende a migliorare la loro conversione.” (troppo generico)

✅ “[Nome Azienda], gestite [problema X]. Ecco come [azienda simile] ha raddoppiato i propri lead qualificati.” (specifico e coinvolgente)

💡 Suggerimento dell’esperto: Con Mail Merge for Gmail, puoi inserire campi personalizzati (nome, azienda, settore…) direttamente da un Google Sheet. Questo ti permette di inviare email personalizzate su larga scala, aumentando il CTOR affrontando direttamente i punti critici dei potenziali clienti.

Infatti, il nostro studio mostra chiaramente che contenuti ultra-personalizzati possono aumentare CTR e CTOR dal 20% al 40%.

Strutturazione del contenuto

Una cold email non dovrebbe mai sembrare un blocco di testo. Ecco alcune best practice:

Oggetti ben realizzati

✔ Frase di apertura breve e incisiva

✔ Paragrafi brevi e ben spaziati

✔ Un’email = un’idea chiave

✔ Assicurati di iniziare forte

✔ Inoltre, concludila correttamente

💡 Suggerimento per Mail Merge for Gmail: Rileggi la tua email in 5 secondi. Se il messaggio principale non è immediatamente chiaro, accorcialo.

Esperienza utente

✅ Formato ottimizzato per dispositivi mobili: il 70% delle email B2B viene aperto su uno smartphone

✅ Evita allegati e immagini pesanti, poiché spesso vengono bloccati dai filtri

✅ Testa la tua email su più piattaforme (Gmail, Outlook, Apple Mail)

Anche se può sembrare controintuitivo, includere un link di disiscrizione in una campagna di cold emailing migliora effettivamente le performance:

  • Un CTR più pulito, poiché rimangono solo i contatti interessati.

  • Un CTOR più realistico, senza falso coinvolgimento.

  • Migliore deliverability, evitando segnalazioni di spam.

Infatti, il nostro studio è chiaro: la frequenza eccessiva delle email è la causa principale delle disiscrizioni.

Con Mail Merge for Gmail, ottieni uno strumento che non solo ti permette di tracciare le tue metriche (CTR, CTOR) ma assicura anche che rimangano affidabili e azionabili.

Come funziona?

È semplice! Offriamo due metodi, entrambi pienamente conformi alla “raccomandazione di disiscrizione con un clic” dell’ultima direttiva per i mittenti di massa.

1️⃣ Inserimento di un footer di disiscrizione standardizzato: un footer completamente pre-formattato con una chiara opzione di disiscrizione.

2️⃣ Aggiunta di un link di disiscrizione diretto: un semplice link che permette ai destinatari di rinunciare facilmente.

Ogni volta che un destinatario si disiscrive, lo vedrai riflesso nel tuo stato di tracciamento della campagna.

Conclusione:

Analizzare le performance di una campagna di cold email non significa solo tracciare una singola metrica. Certo, CTR e CTOR sono indicatori cruciali dell’impatto della tua campagna, ma senza contesto possono diventare “metriche di vanità”.

L’ottimizzazione continua è la chiave! E per questo, non fare affidamento solo su numeri che ti fanno sentire bene, prova Mail Merge for Gmail oggi stesso e inizia a prendere decisioni basate sui dati!

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